In una fredda e umida mattina di fi ne febbraio che non prometteva nulla di buono 46 soci el Centro Sociale di Funo si “imbarcavano” a bordo di un moderno 54 posti con destinazione Trieste.
Pochi chilometri e le cateratte del cielo si aprivano e una violenta pioggia ci accompagnava fino alla città Giuliana. Ci accoglieva il “Caffè degli specchi” elegante e storico ristorante sito in piazza d’Italia, dove in un clima di grande allegria si consumava un ottimo pranzo accompagnato dalla convinzione che da lì a poco l’inclemenza del tempo ci avrebbe fi nalmente abbandonato.
L’ottimismo della volontà e la convinzione che doveva pur smettere una buona volta di piovere, sfidando il tempo contro ogni logica del buon senso, comportamento insito in noi “vecchietti” convincevano il bravo Giuseppe abile “pulmanista” di fare scalo a Pirano in terra Slovena e dopo alcuni sporadici piovaschi ecco finalmente la fi ne della pioggia.
Ci si perdeva all’interno delle antiche strette e caratteristiche stradine della cittadina in piccoli gruppi alla ricerca di scorci suggestivi da immortalare con le nostre sofisticate e troppo complicate digitali, invidiando in cuor nostro un novello socio che infischiandosene della moderna tecnologia usava soddisfatto una bella e gloriosa Minolta 101.
Umago ci accoglieva all’imbrunire in un confortevolissimo ed elegante 4 stelle. Doccia, cena, “buonina” e…relax, due chiacchiere, progetti per il domani, partitina a carte, poi nanna.
Rovigno!!! Perla della penisola Istriana, bellissima in una sfavillante giornata di sole, salita alla chiesa con visita.
Petra, la nostra bella e giovane guida ci intratteneva intervallando esilaranti canzoni a profonde e interessantissime informazioni sulla sua terra che ama profondamente.
Uno sperduto agriturismo perso all’interno della penisola Istriana era la agognata meta per il pranzo; accolti con canti e musica eravamo confortati da profumate zuppe di cereali e legumi, piatti di cucina locale, succulenti e abbondanti libagioni di un fresco vinello rosso e in un grande camino scoppiettavano grossi ciocchi di legna.
Un giovane e timido Istriano ci rallegrava con musiche locali, quando all’improvviso il vice presidente del Centro Sociale di Funo e il presidente della sezione calcio della polisportiva Funo si impossessavano del giovane e cantando a squarciagola intonavano “Romagna mia,” costringendo il povero musicista in equilibrismi musicali impossibili; non paghi, lo trascinavano all’esterno e si esibivono in uno scatenato ballo che si potrebbe definire il ballo dell’orso e il salterello mischiati assieme, coinvolgendo in questo turbine di allegra pazzia tutti i presenti.
Felici ci si dirigeva alla volta di Umago dove si visitava fra l’altro la storica e bella basilica Afrosiana per poi rientrare in hotel per una leggerissima cena e poi finire la serata al casinò.
E’ finita! Valige alla mano si riprende la via del ritorno, sosta ad Aquileia, visita con guida, per arrivare alle 13 a Grado dove si consumava un ottimo pranzo con portate di pesce, due passi per la bella cittadina Friulana poi veloci e paghi verso casa.
Che dire ancora?
Forse ci si potrebbe allargare e dire bravi, bravi a tutti i soci che hanno lavorato per organizzare ancora una bella e originale piccola vacanza e augurare loro di continuare così, perché è così che il Centro Sociale di Funo intende il turismo.
Idalgo Mandrioli